Mappamondo di frà Mauro 1460

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Mappamondo di frà Mauro 1460

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IL MAPPAMONDO DI FRA MAURO (1460)

MCCCCLX Adì XXV Avosto fo complido questo lavor

Gli antichi mappamondi possono essere considerati come alcune tra le più dirette testimo­nianze delle concezioni scientifiche e filosofiche di un'epoca. In essi è rappresentato, in ogni senso, il mondo com'era stato visto (dai navigatori), conosciuto (dai geografi), o anche immaginato(laddove l'umana conoscenza non era ancora giunta) sino ad allora. Ciò vale soprattutto per le mappe geografiche medievali, di fatto antecedenti al periodo dei grandi viaggi di scoperta, ove la dimensione fantastica assume un ruolo dominante; in esse i car­tografi del tempo, oltre ad esprimervi elementi di sorprendente esattezza ed aderenza al vero, riposero il senso del mistero su un mondo non ancora del tutto conosciuto, le loro paure commiste alle loro speranze. Si tratta, pertanto, di un tipo di cartografia ove l'ele­mento irrazionale e soggettivo ha ancora un'importanza ed uno spessore non indifferenti, importantissima tappa di storia della scienza cartografica ma anche illustrazione di una con­cezione del mondo fascinosamente in bilico tra oggettività e soggettività, reale e fantasti­co, e per queste sue caratteristiche di fatto accostabile all'opera d'arte. Della cartografia medievale il Mappamondo di frà Mauro ne rappresenta l'emblema, il massimo esempio in senso artistico e cognitivo. Le notizie che ne riguardano l'autore sono in gran parte avvolte nel mistero: le poche informazioni indicano che frà Mauro era vene­to, e che appartenne al convento camaldolese dell'isola di S. Michele in Murano, a Venezia. Nel 1444 fece parte della commissione incaricata di risolvere la questione della derivazione delle acque del Brenta; a partire dal 1448 dedicò le sue energie alla realizzazione di opere cartografiche. Operava in una sorta di laboratorio cartografico, con l'aiuto di volenterosi collaboratori, e da tale impegno venne alla luce, oltre a questo monumentale mappamondo e a tacer d'altro, anche una carta cosmografica commissionatagli dal Re del Portogallo Alfonso V. Come potesse il religioso disegnare le sue mappe, senza aver mai effettuato un solo viaggio, rimane un fitto mistero: le leggende riferiscono che le realizzasse in sogno, durante le notti più nuvolose... Morì in tarda età, nel 1459, proprio quando si accingeva a completare il Mappamondo, che probabilmente fu terminato dai suoi discepoli. A compro­vare quest'ultima considerazione sussistono infatti almeno due elementi: primo, gli spazi riservati alle legende, lasciati in bianco; secondo, la scritta comparente sul retro della raffigurazione: MCCCCLX Adì XXV Avosto fo complido questo lavor , che ne permette l'esatta datazione (25 Agosto 1460), successiva alla morte del frate. Il mappa­mondo, nella sua veste originaria, è compreso all'interno di un quadrato di 2,23 m. di lato e presenta un contorno leggermente ellittico.

L'opera, manoscritta a colori su fogli di pergamena incollati su un supporto ligneo, è impreziosita da un'impressionante quantità di iscrizioni (circa 4000) riportanti descrizioni e notizie sui più svariati luoghi del mondo per come questo era concepito in un periodo, quello del 1460, che ancora non aveva assistito alla scoperta delle Americhe. Vi sono rap­presentati i tre continenti: Europa, Africa ed Asia. Per il disegno della prima alcuni studi sembrano indicare in una carta nautica la principale fonte ispiratrice, mentre per l'Asia, che è di gran lunga la più vasta ed è circondata da una corona di isole, è probabile che il mona­co possa aver attinto dal "Milione" di Marco Polo. Molti studi sono inoltre concordi nell'indicare la data di inizio del disegno addirittura a prima del 1450. Di eccezionale inno­vazione per quel periodo, e di inesauribile interesse storico-cartografico oggi, risulta essere l'orientamento della mappa; non ad est, come era prassi per la tradizione cristiana dell'e­poca, ma a sud, secondo gli stilemi della carte arabe. Né Gerusalemme appare più al cen­tro dell'opera, sostituita da Bagdad e dalle terre della Mesopotamia. Tutte le terre emerse appaiono circondate dall'Oceano, mentre sono del tutto assenti i meridiani e i paralleli. Priva di scala, questa mappa offre un ininterrotto susseguirsi di bellissimi elementi decora­tivi: templi, prospetti di città imbandierate, navi, edifici monumentali, mostri marini; inser­iti negli spazi lasciati liberi dalla rappresentazione cartografica e dalla sua ricchissima pun­tualizzazione descrittiva. Ai quattro angoli dell'opera spiccano le figure e le immagini riguardanti le concezioni medievali della teoria delle sfere omocentriche del sistema aris­totelico tolemaico. Di notevole interesse l'iconografia posta nell'angolo inferiore sinistro che ritrae il Paradiso Terrestre e la Terra secondo le Sacre Scritture; la legenda poco più in alto recita: "Perché la sacra scriptum fa mention del fonte del paradiso et ancora de queli quatro fiumi che nasceno da quello, però ne la presente pictura se demostra questo, e per­ché sono molti che se merauegliano come sia possibile che questi quatro fiumi nassando da questo luogo remotissimo habi li suo fonti distantissimi l'uno da l'altro, respondo sec­ondo sancto Augustino sopra el Genesi, che questi fiumi, hi fonti di qual ne sono noti, habi­no luogi subterranei e passando molte region nassano in diuerse parte e che uno cioè Ganges, nassa in India, Tygrìs in Armenia dal monte Charabach, Eufrates similiter in Armenia apresso la cità Argeron, et Gen ouer Nilo in Ethyopia in Abassia, in la prouincia de Meroa."

Non manca neppure la possibilità di indulgere in favole e leggende di quel periodo; ne fa fede la presenza, in prossimità delle isole di Capo Verde, delle mitiche colonne d'Ercole (un tempo poste sullo stretto di Gibilterra, ma poi , via via che i navigatori si addentravano nell'Atlantico, spostate fino alle ultime terre conosciute a segnare i confini di un mondo in continuo ampliamento), anche se della loro reale esistenza frà Mauro dichiara di dubitare, auspicandone la conferma da parte dei navigatori portoghesi. Il Mappamondo di frà Mauro è conservato nei locali della Biblioteca Nazionale Marciana a Venezia, ed è opera che com­pare all'interno di numerose pubblicazioni, oltre ad essere citata in tantissimi studi riguardanti non solo la storia della cartografia ma anche la storia veneziana nel suo comp­lesso. In quanto suprema sintesi di un momento storico e culturale di estrema importanza, si è ritenuto in questa sede indispensabile proporne una nuova "edizione", allo scopo di per­metterne la visione (ammirandone la monumentale bellezza) e la consultazione. Realizzata su carta di puro cotone, montata su tela a stacchi e leggermente ridotta rispetto alle sue notevoli dimensioni originarie per favorirne leggibilità e trasporto, nonché la maneggev­olezza, questa mappa del mondo non può non lasciare sgomenti ancora oggi, per la qualità dei suoi colori e per la straordinaria ricchezza del tratto.

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THE WORLD MAP BY FRA' MAURO (1460)

MCCCCLX Adi XXV Avosto fo complido questo lavor

Antique world maps can be considered some of the most reliable evidence regarding sci­entific and philosophical conceptions of certain eras. The world was represented as it was seen and experienced by navigators, as it was known by geographers and as it was imag­ined where human knowledge had yet to explore. This is especially true for geographical Medieval maps, obviously preceding the era of great explorers and discoveries, where we may find elements of imagination playing a dominant role in their representation. The map- makers of that time were surprisingly accurate yet they included a sense of mystery regard­ing a world that was still not completely known to them, representing therefore their fears mixed with their hopes as to what laid still undiscovered. We observe, therefore, irrational and subjective elements that were important parts in the representation of the world. These works convey an image of the world as being on the border between objectivity and sub­jectivity, reality and fantasy, placing them truly amongst what we may call works of art. The World Map by Fra Mauro is undoubtedly a shining example of such a work. Information regarding its author remain quite mysterious. We know that he was from the region of Veneto and that he belonged to the brotherhood of the Camaldoli monks on the island of San Michele in Murano, Venezia. In 1444 he partecipated in the work commis­sioned to resolve the issue of the origins of the waters of Brenta. From 1448 on he dedi­cated his energies to mapmaking. He worked in a sort of cartographic laboratory along with other members where he not only produced the work you see here but also a cosmographic map commissioned by Alfonso V, King of Portugal.

What remains a mystery is how this man could have drawn such images without having traveled even once in his lifetime. Legends say that the imagery came to him in his dreams during cloudy nights...He died in 1459 when he was just completing the World Map which was probably finished by his assistants. There are two elements that confirm this: One is that the spaces left for the legends are empty and the other is that there is a clear writing on the back of the work stating: MCCCCLX Adi XXV Avosto fo complido questo lavor which translates into a precise date: 25 August, 1460, after the author's death. The original map measures 2m 23 cm on its square sides and has an outlining that is slightly elliptic. The work was hand written and colored on parchment which were then glued onto a wooden base. There are more that 4000 inscriptions offering descriptions and information regard­ing some of the most unusual places in the world... keeping in mind that the discovery of the Americas had yet to take place. The following three continents are depicted: Europe, Africa and Asia. Inspiration for Europe seems to derive from a nautical map whereas for Asia, which is the largest representation depicted here with a crown of islands around it, was probably inspired by Marco Polo's "Milione". Many studies seem to agree that the work was begun before 1450. The orientation of the map is of exceptional innovation for that time period and is also of great importance for the history of mapmaking: It was not placed to the east, as was common in Christian traditions but was to the south as was typ­ical in Arab maps. Moreover, Jerusalem does not appear at the center but is substituted by Baghdad and the lands of Mesopotamia. All lands are surrounded by the ocean and paral­lel and meridian lines are absent completely. It also lacks a scale but is rich in beautiful dec­orative elements such as temples, views of cities adorned with flages, ships, monumental buildings and sea monsters. In the four corners of the map there are the figures and imagery regarding the Medieval concepts of the theory of homocentric spheres from the Aristotelian- Ptolemaic system. The iconography found in the left inner corner is of partic­ular interest; it depicts the Garden of Eden and the Earth according to the Holy Scriptures. The legend found above it reads:"Perchè la sacra scriptum fa mention del fonte del par­adiso et ancora de queli quatro fiumi che nasceno da quello, però ne la presente pictura se dimostra questo e perché sono molti che se meravigliano come sia possibile che questi qua­tro fiumi nassando da questo luogo remotissimo habi li suo fonti distantissimi l'uno da l'altro, respondo secondo sancto Augustino sopre el Genesi, che questi fiumi, hi fonti di qual no sono noti, habino luogi subterranei e passando molte region nassano in diverse parte e che uno cioè Ganges, nassa in India, Tygrìs in Armenia dal monte Charaback, Eufrates similiter in Armenia apresso la cità Arceron, et Gen ouer Nilo in Ethyopia in Atassia, in la provincia de Meroa."

One can even indulge in fairy tales and legends of this period. For example, observe the islands of Capo Verde, or the mythical columns of Hercules, (which at one time were placed in the Straits of Gibraltar but was later moved to the lands discovered as more explorations took place), but it seems as though Fra Mauro doubted that they existed and he desired a confirmation by the Portuguese. The World Map by Frà Mauro is preserved in the Biblioteca Nazionale Marciana in Venice. It has appeared in numerous publications and has been the subject of various studies involving not only the history of mapmaking but also the history of Venice. It is undoubtedly a supreme synthesis of an extremely impor­tant historical and cultural moment and here we present to you a new "edition" of this work so that it may be admired and consulted in all of its beauty. It is produced on pure cotton paper which is then mounted on canvas and has been reduced in size in order to facilitate the reading and transport. The quality of its colors and the extraordinary wealth of details cannot but amaze and delight the observer.

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